domenica 10 aprile 2016

Dal 19 marzo attraverso il 9 aprile, verso il 23 aprile Roma attraversata da processi di autogoverno

Il 19 Marzo Roma è stata attraversata da un bellissimo corteo fatto di persone, giovani e adulti, di bambini e di bambine, con la voglia di affermare che Roma non si vende.
Un percorso non fraintendibile di autodeterminazione e difesa di beni comuni e spazi sociali, di principi e di diritti che oggi sono messi a repentaglio da un sistema di governo non legittimato e non rappresentativo.
Come Ge.Ro.Ni.Ma. abbiamo cooperato a questo processo inclusivo e partecipativo riconoscendo che il tema dei servizi educativi a Roma rappresenta un bene comune e un patrimonio della città, dei suoi cittadini, dei bambini e delle bambine in particolar modo.
Durante il cammino che ha portato al 19 marzo abbiamo ascoltato voci all'unisono sull'importanza che il tema dell'infanzia riveste nel processo di costruzione di un nuovo modello di città e di comunità.
Ricostruire una comunità educante a Roma il filo conduttore di ragionamenti condivisi con spazi sociali, associazioni che si dedicano ai più deboli, con luoghi solidali e di accoglienza, con lavoratori a rischio che sono a loro volta genitori di bambini e bambine che necessitano di luoghi e spazi dedicati, garantiti, sicuri, educativi e di studio, che li accompagnino nella crescita.


Il 19 Marzo si è accumulata un'energia di intenti che il 9 aprile si è ridiffusa nei territori per portare i temi centrali di questo processo di ricostruzione, la scrittura di una Carta di Roma Comune che porti a costruire dal basso le linee di gestione della città, il Debito la sua natura e le ricadute sul tessuto sociale, l'Acqua e i servizi pubblici come diritti innegabili dei cittadini.
Come Ge.Ro,Ni.Ma. il 9 aprile abbiamo organizzato e partecipato ad un'assemblea che si è tenuta in un asilo nido comunale in via Pavolini a Massimina non lontano da Via Aquilanti dove sorge un nido che non è funzionante a causa della mancanza di risorse del comune e che probabilmente se aprirà verrà lasciato in gestione ai privati.
Abbiamo discusso insieme a educatrici, maestre, poses e genitori le motivazioni e le modalità della progressiva privatizzazione dei servizi pubblici, in particolare quelli dedicati al settore 0/3 dell'infanzia, cioè gli asili nido, che oggi non riescono a soddisfare la domanda dei cittadini né a tenere gli elevati livelli di qualità necessari, a causa non di un'esclusiva carenza di risorse economiche ma anche da una pessima gestione amministrativa causata da un disinteresse politico dei governi che si sono succeduti in città.
Abbiamo affrontato il tema del mal funzionamento del meccanismo di supplenza del personale assente, che in maniera non omogenea rispetto alla totalità dei municipi romani, vede ora carenza di supplenti, ora malfunzionamenti del meccanismo di chiamata, ora fenomeni di autodeterminazione degli uffici scuola rispetto alle linee dettate dal Dipartimento.
Ricordando che tale personale supplente è personale precario che a seguito delle indicazioni dell'Europa e recepite dal Ministro Madia non può più essere utilizzato per sopperire ai vuoti di organico esistenti, ci troviamo nella condizione già vissuta a settembre scorso quando i servizi educativi hanno rischiato di non poter partire regolarmente.
I membri e il presidente della Consulta municipale hanno presentato la Consulta quale organo di partecipazione cittadina alle scelte istituzionali in merito ai servizi educativi, le modalità di partecipazione e di lavoro per temi, l'incentivazione della partecipazione dei genitori.

Durante il dibattito svolto in un'atmosfera di condivisione di punti di vista e di voglia di cambiare il panorama che oggi si prospetta in città per il futuro dei servizi educativi, dall'assemblea è venuta fuori una lettura comune del disagio e del disservizio causato dalla situazione di carenza di risorse economiche che inevitabilmente si ripercuote sull'efficienza e l'efficacia dei servizi, ma che questa condizione di perenne indebitamento non viene accettata ma subita essendo pensiero comune che non siano stati i cittadini a crearla, ma le persone che hanno mal governato i beni comuni e il patrimonio, e per questo si fa fatica a vivere le difficoltà imposte da meccanismi di riduzione di finanziamenti ai servizi necessari per effettuare un risparmio necessario al rientro dal debito. L'assemblea condivide che questi risparmi possano non essere effettuati sui servizi educativi attraverso una precisa scelta politica di invertire la tendenza a guardare a questi non come voci di bilancio qualsiasi ma come investimento sui cittadini più piccoli della città, un investimento sul futuro.



Mentre noi ci riunivamo a Massimina in tutta Roma si svolgevano altre assemblee in cui sono stati declinati gli stessi temi comuni a partire però da altre e diverse realtà specifiche di quei territori, come a San Lorenzo dove nel quartiere è partita una carovana che ha fatto tappa nei luoghi dove il bene comune e l'autogestione degli spazi rischiano di essere cancellate dalla mano cieca e sorda di un governo commissariale che non riconosce il valore sociale di queste realtà nel territorio.

Solo due di tanti punti di riflessione su questi temi che oggi si rimettono in moto di nuovo per portare un contributo ancora più strutturato e partecipato alla giornata del 23 Aprile, una giornata che è ancora da costruire ma che Ge.Ro.Ni.Ma. vivrà insieme ad altre realtà da attore protagonista in difesa dei Servizi Educativi e dell'infanzia. Coincidenza particolare visto che in quel giorno è prevista l'uscita del bando degli Asili nido per l'anno 2016/2017 sul quale circolano indiscrezioni che non ci fanno ben sperare sulla condizione di precarietà che progressivamente abbassa i livelli qualitativi del servizio.
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