venerdì 5 febbraio 2016

Lettera ai genitori

Caro genitore,
siamo stati chiamati, di volta in volta, "immaturi", "mammoni", "fannulloni", "senza valori" e "senza capacità", eppure siamo anche quelli fatti fuori dai sistemi di governo di qualunque bandiera e che negli ultimi anni si sono viste e visti negare i diritti al lavoro, alla casa, al welfare, alla cultura, all'accesso al così detto "ascensore sociale".
Siamo passati dall'essere cittadini e cittadine a sentirci chiamare "popolo", da persone a utenti, poi clienti e infine numeri...e le nostre città sono state trasformate da comunità residenti e resilienti ad agglomerati urbani da mettere a profitto e far funzionare esattamente come fabbriche in cui noi non siamo e non contiamo più nulla.
Per cambiare la realtà che ci circonda non è sufficiente delegare la responsabilità amministrativa e politica ad altri, ritorna ad essere necessario che noi facciamo concretamente la nostra parte.
Tra i tanti settori pubblici in crisi nella città di Roma, quello educativo, dei nidi e delle scuole dell'infanzia, è allo sbaraglio. C'è bisogno di una radicale inversione di tendenza, ed è necessario che ciascuna e ciascuno riprenda coscienza di quanto sia importante conoscere i propri diritti, lottare per ottenere quelli già riconosciuti e quelli che non lo sono ancora.
Il processo di messa a profitto della città e del suo patrimonio, il sistematico smantellamento dei servizi e la concomitante privatizzazione di molti di essi, il fenomeno della corruzione dilagante, sono tutte facce diverse di un poliedro complesso che rappresenta la città oggi, e Roma in particolare. Il ruolo del cittadino consapevole, informato, partecipe della comunità che lo circonda potrebbe rappresentare tuttavia ancora il punto di rottura per scardinare, dal basso, un meccanismo che ci viene imposto dall'alto, regolato dal governo commissariale, dall'abuso di ordine pubblico e dall'imposizione di una politica di austerità irragionevole.
Che questo disastro, frutto del lavoro e del disegno di una classe politica che ha il ruolo di indirizzo e controllo, lo paghino anche i bambini e le bambine, figli e futuri cittadini della città stessa, è inaccettabile.
Come gruppo di genitori attivi, l'anno scorso abbiamo fatto sentire la nostra voce contro la riorganizzazione del servizio nido imposta dal Comune di Roma.
Ci siamo accorti che non possiamo aspettarci che le cose migliorino spontaneamente e perciò dobbiamo cominciare ad esercitare un ruolo attivo e prendere parola. Possiamo cominciare partecipando ai comitati di gestione dei nidi e ai consigli di istituto delle scuole d'infanzia.
È fondamentale conoscere il regolamento degli asili nido e delle scuole, si comprende da questi la potenzialità degli strumenti di partecipazione democratica dei genitori alla vita del nido o della scuola dell'infanzia, nelle decisioni strettamente legate al contesto o a quelle che coinvolgono processi più generali a livello municipale, come accade con organi ad hoc, le consulte municipali per l'infanzia.
Proprio il 3 febbraio scorso, nel XII municipio sono iniziati i lavori di consulta dei nidi e delle scuole d'infanzia. Un organo voluto, costruito e presieduto da genitori, attivato grazie alla collaborazione del municipio.
Essere genitore in questo periodo storico e a Roma è davvero complicato, ma dobbiamo almeno provare a riconquistare uno spazio accettabile per i bambini, per non essere complici di questo disfacimento della città e delle istituzioni dedicate ai più deboli. Proprio questo clima di incertezza amministrativa, tuttavia, ci porta l'urgenza di costruire ora e dal basso gli strumenti che ci aiutano a mantenere un servizio educativo pubblico, a costi contenuti e aperto a tutti, ridefinendo anche i criteri di assegnazione dei posti, aumentandone il numero senza cambiarne la natura.
Spazi di partecipazione e presa di parola che facciano incontrare educatrici, educatori, insegnanti e genitori in un disegno comune, per ribaltare l'idea che il servizio pubblico debba essere, come nel Documento unico di programmazione pubblicato da Roma Capitale, un'opportunià di risparmiare attraverso la concessione di strutture pubbliche ai privati.
Stiamo organizzando momenti di approfondimento e intendiamo incidere sulla scrittura del nuovo bando nidi. Informati, partecipa, attivati!
Per info, scrivere a :2015geronima@gmail.com o visita  Geronima su Facebook

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