venerdì 16 settembre 2016

Settembre e piove sul bagnato....

Asili nido e scuole dell'infanzia hanno ricominciato le attività e scopriamo che alle note carenze e disfunzioni strutturali, se ne aggiungono di nuove. Si parla di migliaia di iscrizioni in meno. Un numero enorme per le dimensioni del servizio, che nel 2015 per gli asili nido, ha coinvolto solo 12.000 bambini. Esigiamo che il Dipartimento renda pubblici i dati. Temiamo infatti che a causa del mostruoso ritardo con il quale sono state aperte le iscrizioni, molti genitori abbiano preferito organizzarsi ricorrendo al servizio privato: questa diminuzione che effetti avrà sul bilancio del servizio nella sua tenuta qualitativa e di gestione del personale? Sono anni che il numero dei bambini e delle bambine che accedono ai servizi educativi comunali, tramite graduatoria pubblica, continua a diminuire, basti pensare che nel 2013 i frequentanti dei soli asili nido, erano oltre 20.000. Questo significa che il numero di stabilizzazioni previsto oggi per colmare i vuoti di organico probabilmente verrà ritoccato anche alla luce dei rapporti in via di ridefinizione con la nuova legge regionale per gli asili nido? I disagi si amplificheranno in questo sistema di gestire i servizi dove l'obiettivo é sempre il risparmio e non la qualità. Si profila la possibilità della riapertura del bando di iscrizione per gli asili nido, una buona notizia, purché coinvolga anche i neonati che per ovvie ragioni non potevano partecipare a quello precedente; riteniamo comunque che questa ennesima misura emergenziale, come già avvenuto lo scorso anno, finirà per aumentare la confusione che regna nell'amministrazione e nelle famiglie che si troveranno a valutare la rinuncia ad iscrizioni e inserimenti già effettuati in strutture private per aderire al servizio pubblico, per non parlare dello scompiglio di effettuare inserimenti tardivi in comunità dall'equilibrio tanto precario come quelle partecipate dai bambini in fascia 0/6. Nel bando che interessava gli asili nido si considerava anche la frequenza del mese di luglio: come intende procedere il dipartimento in merito? Dovremo aspettare ancora l'inizio dell'estate per scoprire che la maggior parte delle famiglie si saranno comunque organizzate in un modo o nell'altro? Infine, ma non ultimo per importanza, riteniamo importante che anche le finanze dei servizi educativi dovrebbero essere rese pubbliche per comprendere ad esempio, come l'aumento stimato di 7,5 milioni di euro di entrate, dovuto all'aumento delle rette degli asili nido (nonostante il calo dal 2014 al 2015 di oltre 1000 bambini) viene utilizzato ai fini del miglioramento del servizio nell'aspetto qualitativo e gestionale.
Non perdiamo la speranza di vedere riconosciuto alle famiglie il ruolo da attore protagonista nella vita dei servizi educativi all'infanzia, nell'attesa restiamo in attesa di una risposta da parte della direttrice Padolecchia e l'assessora Baldassarre.

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