sabato 5 novembre 2016

La-non- manutenzione a Roma dei servizi scolastici

La situazione delle strutture che ospitano le scuole di Roma è altamente deficitaria, sempre più spesso anche piccoli lavori non vengono svolti, giustificando i mancati interventi con la scarsità dei fondi.
Per questo motivo è a noi incomprensibile l’atteggiamento di Roma capitale nei confronti di chi, questa piccola manutenzione, è deputato a svolgerla.  
Nella scheda tecnica numero 2, del bando riguardante la gara d'appalto per l'affidamento di servizi vari in Global Service per il settore scolastico del Comune di Roma, viene infatti, descritto con chiarezza,come all'ente vincitore, spetti la piccola manutenzione all'interno dei plessi scolastici.
Ora ci risulta che in moltissimi casi, che tale manutenzione non sia stata mai effettuata, vetri rotti restano per anni non sostituti, così come i rubinetti, lampadari e cancelli che devono rimanere aperti per piccoli guasti elettrici. Tutto ciò crea disagio e mette a rischio i più piccoli, nonché rappresentare un bruttissimo segnale per i bambini, che vedono intorno a loro un ambiente non curato e sciatto, quando invece dovrebbero vivere la loro scuola come un ambiente protetto e accogliente.
Ora ci chiediamo, chi avrebbe dovuto vigilare affinché questa manutenzione venisse effettuata dalla Multiservizi s.p.a. che da vincitrice del bando, aveva obblighi ben precisi?
Sempre nella scheda tecnica, viene scritto come in caso di mancato intervento, Multiservizi s.p.a. debba corrispondere una penale: tali penali sono mai state chieste da parte di Roma Capitale?
In alcuni casi ci è stato segnalato come questi piccoli interventi di manutenzione siano stati fatti dallo stesso Comune, distraendo così fondi che potevano essere usati per altri tipi di interventi. Qualora ciò si fosse verificato, si tratterebbe di gravissimi episodi  che avrebbero prodotto uno sperpero di denaro pubblico. Ci domandiamo perché ciò è avvenuto? Chi risponderà di eventuali danni economici effettuati ai danni della collettività?
Qualora si verificassero incidenti, dovuti alla mancata manutenzione chi dovremmo ritenere responsabile?
Chiediamo inoltre che, sin da subito, si vigili affinché la piccola manutenzione venga effettuata nei nidi e nelle scuole dell’infanzia di Roma, con efficienza ed efficacia,  e che venga effettuata dall'ente preposto, la Multiservizi s.p.a.
Inoltre, segnaliamo la nostra preoccupazione riguardo il nuovo bando riguardante la gara d'appalto per l'affidamento di servizi vari in Global Service per il settore scolastico del Comune di Roma, che prevede diverse criticità:
- la piccola manutenzione non è più di fatto obbligatoria;
-le ore del personale ausiliario risultano insufficienti per il servizio di pulizia. Si rischia, come ora, che le pulizie vengano effettuate durante l’orario di servizio, in presenza dei bambini e delle bambine;
non viene prevista la stabilità delle figure ausiliare nei vari istituti: si rischia una ingiustificata rotazione dello stesso personale e ciò non è assolutamente accettabile per i bambini e le bambine che hanno bisogno di figure stabili in modo da sentirsi sicuri e accolti nel miglior modo possibile.

Per questo chiediamo che si faccia luce su quanto accaduto dall'entrata in servizio della Multiservizi s.p.a. e che vengano pubblicati con trasparenza i risultati di tali controlli; riteniamo altrettanto opportuno che il bando venga bloccato e rivisto al più presto, anche alla luce di tali controlli, e che alla sua stesura partecipino tutte le figure che operano nei servizi per l'infanzia di Roma Capitale.

venerdì 16 settembre 2016

Settembre e piove sul bagnato....

Asili nido e scuole dell'infanzia hanno ricominciato le attività e scopriamo che alle note carenze e disfunzioni strutturali, se ne aggiungono di nuove. Si parla di migliaia di iscrizioni in meno. Un numero enorme per le dimensioni del servizio, che nel 2015 per gli asili nido, ha coinvolto solo 12.000 bambini. Esigiamo che il Dipartimento renda pubblici i dati. Temiamo infatti che a causa del mostruoso ritardo con il quale sono state aperte le iscrizioni, molti genitori abbiano preferito organizzarsi ricorrendo al servizio privato: questa diminuzione che effetti avrà sul bilancio del servizio nella sua tenuta qualitativa e di gestione del personale? Sono anni che il numero dei bambini e delle bambine che accedono ai servizi educativi comunali, tramite graduatoria pubblica, continua a diminuire, basti pensare che nel 2013 i frequentanti dei soli asili nido, erano oltre 20.000. Questo significa che il numero di stabilizzazioni previsto oggi per colmare i vuoti di organico probabilmente verrà ritoccato anche alla luce dei rapporti in via di ridefinizione con la nuova legge regionale per gli asili nido? I disagi si amplificheranno in questo sistema di gestire i servizi dove l'obiettivo é sempre il risparmio e non la qualità. Si profila la possibilità della riapertura del bando di iscrizione per gli asili nido, una buona notizia, purché coinvolga anche i neonati che per ovvie ragioni non potevano partecipare a quello precedente; riteniamo comunque che questa ennesima misura emergenziale, come già avvenuto lo scorso anno, finirà per aumentare la confusione che regna nell'amministrazione e nelle famiglie che si troveranno a valutare la rinuncia ad iscrizioni e inserimenti già effettuati in strutture private per aderire al servizio pubblico, per non parlare dello scompiglio di effettuare inserimenti tardivi in comunità dall'equilibrio tanto precario come quelle partecipate dai bambini in fascia 0/6. Nel bando che interessava gli asili nido si considerava anche la frequenza del mese di luglio: come intende procedere il dipartimento in merito? Dovremo aspettare ancora l'inizio dell'estate per scoprire che la maggior parte delle famiglie si saranno comunque organizzate in un modo o nell'altro? Infine, ma non ultimo per importanza, riteniamo importante che anche le finanze dei servizi educativi dovrebbero essere rese pubbliche per comprendere ad esempio, come l'aumento stimato di 7,5 milioni di euro di entrate, dovuto all'aumento delle rette degli asili nido (nonostante il calo dal 2014 al 2015 di oltre 1000 bambini) viene utilizzato ai fini del miglioramento del servizio nell'aspetto qualitativo e gestionale.
Non perdiamo la speranza di vedere riconosciuto alle famiglie il ruolo da attore protagonista nella vita dei servizi educativi all'infanzia, nell'attesa restiamo in attesa di una risposta da parte della direttrice Padolecchia e l'assessora Baldassarre.

giovedì 7 luglio 2016

Risparmiare ancora sulla scuola

Roma 7 Luglio 2016

Apprendiamo preoccupati che è stata effettuata una riorganizzazione delle deleghe per la quale avremo un solo Assessore che si occuperà di tutto il vasto e complesso mondo del sociale, dei servizi educativi e di quelli scolastici.

Questo non solo ci sembra un compito improbo per la mole di ambiti, delicatezza dei temi e problemi da affrontare, ma rappresenta un oggettivo passo indietro. L'integrazione degli asili nido e delle scuole dell'infanzia, come delineata nella c.d. "buona scuola", ad esempio, ha bisogno che a Roma venga nominato un Assessore competente che se ne possa occupare con tutto il tempo e le risorse che si riterranno necessarie, per evitare che la storica occasione si trasformi nell'ennesimo momento di taglio e dequalificazione di servizi già allo stremo.

Esprimiamo quindi tutto il nostro sconcerto per quella che ci sembra essere una decisione priva di ogni traccia di quei sentimenti di attenzione, cura e interesse per i beni comuni che hanno caratterizzato la recentissima campagna elettorale.
Ci auguriamo dunque che si torni immediatamente indietro sulla decisione presa e che si interpellino le innumerevoli eccellenze del settore presenti tra le poses, le educatrici e le maestre, affinché siano colmate le lacune nelle conoscenze del settore. che vogliamo sperare siano le uniche responsabili di questo errore di valutazione.

            Ge.Ro.Ni.Ma.
(Genitori Roma Nidi e Materne)

   2015geronima@gmail.com

lunedì 30 maggio 2016

Lettera per il Servizio del mese di Luglio



Car@, come triste consuetudine di ogni mese di giugno ci apprestiamo ad affrontare gli effetti della sconclusionata amministrazione della città che, per quanto commissariata, non ci riserva alcuna sorpresa.
Come gli anni scorsi siamo arrivati a giugno con poche certezze sul futuro dei servizi educativi e scolastici, pochissime per il mese di luglio, pressoché nessuna per l'avvio di settembre.
Ora ciò che ci sconforta maggiormente è constatare che, oltre che incompetenza e mancanza di cultura del mondo dell'educazione, comincia a palesarsi un vero e proprio disinteresse nei confronti del servizio e di ciò che rappresenta - accoglienza e accudimento, cura ed educazione dei più piccoli - e dei cittadini per cui questo servizio è irrinunciabile.
Vi invitiamo a riunirvi, nei comitati di gestione, a discutere e confrontarvi sul tema, a prendere parola in questa situazione penosa di agonia in cui il servizio si trova, per responsabilità non certo nostre, ma dalle quali non saremo del tutto esenti se non costruiamo nuovamente una rete tra di noi per comunicare con nuovi rapporti di forza con la politica e l'amministrazione.
Trovate di seguito una traccia di comunicazione con la quale potete comunicare direttamente il vostro disagio personale o raccogliere delle firme libere negli asili, contro l'organizzazione specifica del mese di luglio.
Cogliamo tutti l'occasione per riavviare un discordo collettivo, per ricostruire i comitati di gestione anche informalmente in attesa del nuovo a.s. 
Rivolgetevi pure a noi per qualunque dubbio, per mail 2015geronima@gmail.com
O tramite Facebook GeRoNiMa



https://docs.google.com/document/d/1QPsUqzSYWqVVrXzunY9eXObvX2l2RITECEsFqlksUck/edit?usp=sharing

giovedì 19 maggio 2016

Luglio per tutt@

Cari genitori,

anche per quest'anno il Dipartimento delle Politiche Educative e Scolastiche di Roma Capitale si appresta a limitare il diritto dei bambini e delle bambine a frequentare gli asili nido di Roma capitale nel mese di Luglio, ostacolando i genitori che avrebbero necessità di un supporto educativo e di accudimento anche all'inzio della stagione estiva.

Con la circolare del 4 maggio 2016, prot. 14116, infatti, il Dipartimento, prima di conoscere le richieste dei genitori per il servizio, afferma "l'impossibilità all'apertura di un numero di strutture superiore rispetto a quello assicurato negli anni precedenti".

Chiaramente tale approccio rischia di vedere esclusi numerosi bambini e bambine; tutto ciò è illegittimo, visto che il servizio nel mese di luglio deve essere garantito a tutte e tutti coloro che ne facciano richiesta, come espressamente citato nel bando generale di iscrizione al servizio e come dal Dipartimento stesso viene ribadito nella risposta alla nostra comunicazione dello scorso anno.

Per questo invitiamo tutti i genitori interessati a chiedere che il Servizio venga garantito con lo stesso livello qualitativo dei mesi precedenti e che si comunichi in maniera tempestiva alle famiglie quanto stabilito affinchè non si verifichino i disagi e gli inconvenienti degli anni passati.


lunedì 9 maggio 2016

Il silenzio assordante degli aspiranti candidati sindaco.

Ci dispiace vivamente di non poter pubblicare nessuna notizia sull'incontro di venerdì alla CAE con i candidati sindaco.
Parole vuote di contenuti, di conoscenza dei temi, di idee per risolvere i problemi, di visioni sul futuro. Vuoto.
Non hanno smosso nessuna coscienza nè quella di tante precarie che perderanno il lavoro, nè quella di genitori che vorrebbero vedere servizi educativi di qualità per i loro figli, nè quella di quanti gravitano nel mondo della pedagogia e che studiano quotidianamente per migliorare il benessere dei bambini e delle bambine nei nidi e nelle scuole dell'infanzia.
Appena possibile pubblicheremo l'integrale della ripresa video e audio dell'incontro perché fare dei riassunti sarebbe solo migliorativo di molti interventi ascoltati, ma crediamo necessario che si diffonda la chiamata a tutti i cittadini e le cittadine in tutti i territori che l'unica soluzione è l'impegno e la partecipazione di tutti.
Ci siamo autoconvocati in Consulta Permanente sull'infanzia 0/6 (titolo ancora provvisorio) e a breve cominceremo giornate di lavoro ma cominciamo a fare rete. Solo unendo le nostre forze e le nostre idee daremo voce e peso ai diritti dei bambini e delle bambine.

2015geronima@gmail.com

https://www.facebook.com/GenitoriRomaNidiMaterne/?fref=ts

lunedì 18 aprile 2016

Il servizio dovrà essere garantito nel mese di luglio




Noi genitori del gruppo Ge.Ro.Ni.Ma. ricordiamo a tutti i genitori dei bambini frequentanti gli asili nido comunali del comune di Roma nell'anno scolastico 2015-2016 che il servizio nel mese di luglio deve essere garantito a tutti quelli che ne facciano richiesta.
Tale diritto ci è stato peraltro confermato nella risposta che il Dipartimento, nella persona del dottor Massimo D’Avanzo, ci ha fornito, replicando alla nostra lettera del 19 giugno 2015 nella quale ricordavamo al Dipartimento medesimo che l'accesso al servizio di luglio non può essere per nessun motivo limitato. Ed è stato, altresì, ribadito in una circolare dipartimentale del 23 giugno 2015.
Di conseguenza, le strutture aperte nel mese di luglio dovranno essere commisurate alle domande che verranno effettuate.
Pertanto, qualora il servizio asilo nido nel prossimo mese di luglio venisse limitato in qualsiasi modo, ivi compresa la previsione da parte del Dipartimento o dei singoli Municipi di graduatorie ad esclusione o liste d’attesa, ciò rappresenterebbe la negazione del diritto previsto nel bando e nella informativa originari, con conseguente esposizione dell’Amministrazione agli scontati ricorsi dei genitori esclusi.
Chiediamo, quindi, che al più presto le istituzioni preposte consentano ai genitori di effettuare la domanda per l'accesso al servizio nel mese di luglio, al fine di predisporre il corretto funzionamento del medesimo, prevedendo espressamente criteri omogenei per tutti i Municipi.
Tutto ciò per evitare i disagi arrecati negli ultimi anni ai genitori, che si sono trovati in una condizione di incertezza sino agli ultimi giorni di giugno, incertezza che chiaramente ha portato ad un calo nel numero di domande.
Chiediamo, sin d'ora, a tutti i genitori di non accettare passivamente eventuali decisioni che dovessero ledere un loro dritto.

Riteniamo infine necessario garantire a tutti i bambini e le bambine la stessa qualità del servizio e la continuità nel progetto pedagogico prevista dal bando generale e auspichiamo che tali garanzie siano assicurate senza distinzioni in tutto il territorio cittadino.



2015geronima@gmail.com






domenica 10 aprile 2016

Dal 19 marzo attraverso il 9 aprile, verso il 23 aprile Roma attraversata da processi di autogoverno

Il 19 Marzo Roma è stata attraversata da un bellissimo corteo fatto di persone, giovani e adulti, di bambini e di bambine, con la voglia di affermare che Roma non si vende.
Un percorso non fraintendibile di autodeterminazione e difesa di beni comuni e spazi sociali, di principi e di diritti che oggi sono messi a repentaglio da un sistema di governo non legittimato e non rappresentativo.
Come Ge.Ro.Ni.Ma. abbiamo cooperato a questo processo inclusivo e partecipativo riconoscendo che il tema dei servizi educativi a Roma rappresenta un bene comune e un patrimonio della città, dei suoi cittadini, dei bambini e delle bambine in particolar modo.
Durante il cammino che ha portato al 19 marzo abbiamo ascoltato voci all'unisono sull'importanza che il tema dell'infanzia riveste nel processo di costruzione di un nuovo modello di città e di comunità.
Ricostruire una comunità educante a Roma il filo conduttore di ragionamenti condivisi con spazi sociali, associazioni che si dedicano ai più deboli, con luoghi solidali e di accoglienza, con lavoratori a rischio che sono a loro volta genitori di bambini e bambine che necessitano di luoghi e spazi dedicati, garantiti, sicuri, educativi e di studio, che li accompagnino nella crescita.


Il 19 Marzo si è accumulata un'energia di intenti che il 9 aprile si è ridiffusa nei territori per portare i temi centrali di questo processo di ricostruzione, la scrittura di una Carta di Roma Comune che porti a costruire dal basso le linee di gestione della città, il Debito la sua natura e le ricadute sul tessuto sociale, l'Acqua e i servizi pubblici come diritti innegabili dei cittadini.
Come Ge.Ro,Ni.Ma. il 9 aprile abbiamo organizzato e partecipato ad un'assemblea che si è tenuta in un asilo nido comunale in via Pavolini a Massimina non lontano da Via Aquilanti dove sorge un nido che non è funzionante a causa della mancanza di risorse del comune e che probabilmente se aprirà verrà lasciato in gestione ai privati.
Abbiamo discusso insieme a educatrici, maestre, poses e genitori le motivazioni e le modalità della progressiva privatizzazione dei servizi pubblici, in particolare quelli dedicati al settore 0/3 dell'infanzia, cioè gli asili nido, che oggi non riescono a soddisfare la domanda dei cittadini né a tenere gli elevati livelli di qualità necessari, a causa non di un'esclusiva carenza di risorse economiche ma anche da una pessima gestione amministrativa causata da un disinteresse politico dei governi che si sono succeduti in città.
Abbiamo affrontato il tema del mal funzionamento del meccanismo di supplenza del personale assente, che in maniera non omogenea rispetto alla totalità dei municipi romani, vede ora carenza di supplenti, ora malfunzionamenti del meccanismo di chiamata, ora fenomeni di autodeterminazione degli uffici scuola rispetto alle linee dettate dal Dipartimento.
Ricordando che tale personale supplente è personale precario che a seguito delle indicazioni dell'Europa e recepite dal Ministro Madia non può più essere utilizzato per sopperire ai vuoti di organico esistenti, ci troviamo nella condizione già vissuta a settembre scorso quando i servizi educativi hanno rischiato di non poter partire regolarmente.
I membri e il presidente della Consulta municipale hanno presentato la Consulta quale organo di partecipazione cittadina alle scelte istituzionali in merito ai servizi educativi, le modalità di partecipazione e di lavoro per temi, l'incentivazione della partecipazione dei genitori.

Durante il dibattito svolto in un'atmosfera di condivisione di punti di vista e di voglia di cambiare il panorama che oggi si prospetta in città per il futuro dei servizi educativi, dall'assemblea è venuta fuori una lettura comune del disagio e del disservizio causato dalla situazione di carenza di risorse economiche che inevitabilmente si ripercuote sull'efficienza e l'efficacia dei servizi, ma che questa condizione di perenne indebitamento non viene accettata ma subita essendo pensiero comune che non siano stati i cittadini a crearla, ma le persone che hanno mal governato i beni comuni e il patrimonio, e per questo si fa fatica a vivere le difficoltà imposte da meccanismi di riduzione di finanziamenti ai servizi necessari per effettuare un risparmio necessario al rientro dal debito. L'assemblea condivide che questi risparmi possano non essere effettuati sui servizi educativi attraverso una precisa scelta politica di invertire la tendenza a guardare a questi non come voci di bilancio qualsiasi ma come investimento sui cittadini più piccoli della città, un investimento sul futuro.



Mentre noi ci riunivamo a Massimina in tutta Roma si svolgevano altre assemblee in cui sono stati declinati gli stessi temi comuni a partire però da altre e diverse realtà specifiche di quei territori, come a San Lorenzo dove nel quartiere è partita una carovana che ha fatto tappa nei luoghi dove il bene comune e l'autogestione degli spazi rischiano di essere cancellate dalla mano cieca e sorda di un governo commissariale che non riconosce il valore sociale di queste realtà nel territorio.

Solo due di tanti punti di riflessione su questi temi che oggi si rimettono in moto di nuovo per portare un contributo ancora più strutturato e partecipato alla giornata del 23 Aprile, una giornata che è ancora da costruire ma che Ge.Ro.Ni.Ma. vivrà insieme ad altre realtà da attore protagonista in difesa dei Servizi Educativi e dell'infanzia. Coincidenza particolare visto che in quel giorno è prevista l'uscita del bando degli Asili nido per l'anno 2016/2017 sul quale circolano indiscrezioni che non ci fanno ben sperare sulla condizione di precarietà che progressivamente abbassa i livelli qualitativi del servizio.
Restate connessi con Ge.Ro.Ni.Ma. anche su FB

giovedì 11 febbraio 2016

I bambini al centro

In questi mesi si sta accelerando il processo di smantellamento dei servizi all'infanzia della capitale. Alla fine di dicembre il commissario Tronca ha ufficialmente detto che non si possono aprire altri nidi pubblici e che le scuole dell'infanzia devono divenire gradualmente statali perchè sono servizi troppo onerosi.
A giorni invece scade il bando della regione che, guarda caso, finanzia le aperture dei nidi in concessione, cifre che confrontate sembrano corrispondere a quelle segnalate dallo stesso commissario nel documento programmatico.
Insomma, appare chiaro che il comune di Roma da qui in poi non finanzierà più nuove aperture di nidi e materne comunali, sembra inevitabile che per aumentare l'offerta si debba ricorrere al privato (in concessione, neanche in convenzione).
La follia vera è che si afferma che si spende troppo per i nidi comunali, quando nessuno ne' al dipartimento ne' tra gli assessori comunali di questi anni,  ha fatto un'analisi approfondita dei costi, o almeno nessun operatore del settore (educatrici, poses etc etc) ne è a conoscenza.
Si è sempre considerato solo la spesa finale, si sono ridotti i finanziamenti e applicato processi di "ottimizzazione" ed "efficientamento"    lasciando così morire il servizio, senza una reale governance, lasciando che si deteriorasse da sè.
Ne sono l'esempio le famose supplenze a tre ore che costano tanto, umiliano il lavoratore e servono poco a livello pedagogico.
Ne è l'esempio il drammatico servizio di luglio, che per come è erogato, è un'esperienza drammatica per i nostri bambini.
Ne sono l'esempio i molti nidi realizzati in compensazione dai costruttori, che vengono realizzati e poi abbandonati, per poi venire riparati a costi esorbitanti e "regalati" a privati.
Ne è l'esempio quest'anno scolastico, dove molti municipi per il caos vissuto lo scorso anno, hanno visto aumentare il numero dei nidi con dei posti vuoti, mentre altri municipi hanno nel contempo liste d'attesa molto lunghe, creando così anche discriminazioni tra bambini della stessa città.
La scelta quindi, è quella di non provare a far funzionare meglio il pubblico, ma semplicemente di dare in mano il servizio a privati speculatori che con pochi euro di spesa fanno funzionare un nido, risparmiando su sicurezza, personale e alimenti.
Già, perchè, anche i convenzionati quelli sani, affermano che con le convenzioni attualmente in essere è praticamente impossibile fare un servizio di qualità, molti sono quelli che hanno chiuso nell'ultimo anno.
Da questo quadro, quindi, si evince, che la strada intrapresa qui a Roma sia quella di fornire servizi all'infanzia con la sola logica quantitativa: l'importante è dare il posto per molte ore ai bambini, poi la qualità è secondario; comunque diamo posti a circa 22000 bambini su 75000 nei nidi!
Una strategia della quale, se noi genitori non pretendessimo un cambio di rotta, diverremmo di fatto complici. Se per noi oggi sono importanti solamente orari lunghi e nidi sempre aperti senza indagare sulla qualità, avremo domani dei parcheggi per i nostri figli, e loro meritano di più.
Ma i genitori da soli non possono cambiare le cose, occorre veramente una grande alleanza tra tutte quelle figure che partecipano ai servizi all'infanzia.
Modelli qualitativamente alti ci sono in molte parti d'Italia, dobbiamo aver la forza di prenderli ad esempio e di tenere presenti anche le esperienze fallimentari, tutti insieme, ricordando che i servizi all'infanzia al centro hanno i bambini e nessun altro.


venerdì 5 febbraio 2016

Lettera ai genitori

Caro genitore,
siamo stati chiamati, di volta in volta, "immaturi", "mammoni", "fannulloni", "senza valori" e "senza capacità", eppure siamo anche quelli fatti fuori dai sistemi di governo di qualunque bandiera e che negli ultimi anni si sono viste e visti negare i diritti al lavoro, alla casa, al welfare, alla cultura, all'accesso al così detto "ascensore sociale".
Siamo passati dall'essere cittadini e cittadine a sentirci chiamare "popolo", da persone a utenti, poi clienti e infine numeri...e le nostre città sono state trasformate da comunità residenti e resilienti ad agglomerati urbani da mettere a profitto e far funzionare esattamente come fabbriche in cui noi non siamo e non contiamo più nulla.
Per cambiare la realtà che ci circonda non è sufficiente delegare la responsabilità amministrativa e politica ad altri, ritorna ad essere necessario che noi facciamo concretamente la nostra parte.
Tra i tanti settori pubblici in crisi nella città di Roma, quello educativo, dei nidi e delle scuole dell'infanzia, è allo sbaraglio. C'è bisogno di una radicale inversione di tendenza, ed è necessario che ciascuna e ciascuno riprenda coscienza di quanto sia importante conoscere i propri diritti, lottare per ottenere quelli già riconosciuti e quelli che non lo sono ancora.
Il processo di messa a profitto della città e del suo patrimonio, il sistematico smantellamento dei servizi e la concomitante privatizzazione di molti di essi, il fenomeno della corruzione dilagante, sono tutte facce diverse di un poliedro complesso che rappresenta la città oggi, e Roma in particolare. Il ruolo del cittadino consapevole, informato, partecipe della comunità che lo circonda potrebbe rappresentare tuttavia ancora il punto di rottura per scardinare, dal basso, un meccanismo che ci viene imposto dall'alto, regolato dal governo commissariale, dall'abuso di ordine pubblico e dall'imposizione di una politica di austerità irragionevole.
Che questo disastro, frutto del lavoro e del disegno di una classe politica che ha il ruolo di indirizzo e controllo, lo paghino anche i bambini e le bambine, figli e futuri cittadini della città stessa, è inaccettabile.
Come gruppo di genitori attivi, l'anno scorso abbiamo fatto sentire la nostra voce contro la riorganizzazione del servizio nido imposta dal Comune di Roma.
Ci siamo accorti che non possiamo aspettarci che le cose migliorino spontaneamente e perciò dobbiamo cominciare ad esercitare un ruolo attivo e prendere parola. Possiamo cominciare partecipando ai comitati di gestione dei nidi e ai consigli di istituto delle scuole d'infanzia.
È fondamentale conoscere il regolamento degli asili nido e delle scuole, si comprende da questi la potenzialità degli strumenti di partecipazione democratica dei genitori alla vita del nido o della scuola dell'infanzia, nelle decisioni strettamente legate al contesto o a quelle che coinvolgono processi più generali a livello municipale, come accade con organi ad hoc, le consulte municipali per l'infanzia.
Proprio il 3 febbraio scorso, nel XII municipio sono iniziati i lavori di consulta dei nidi e delle scuole d'infanzia. Un organo voluto, costruito e presieduto da genitori, attivato grazie alla collaborazione del municipio.
Essere genitore in questo periodo storico e a Roma è davvero complicato, ma dobbiamo almeno provare a riconquistare uno spazio accettabile per i bambini, per non essere complici di questo disfacimento della città e delle istituzioni dedicate ai più deboli. Proprio questo clima di incertezza amministrativa, tuttavia, ci porta l'urgenza di costruire ora e dal basso gli strumenti che ci aiutano a mantenere un servizio educativo pubblico, a costi contenuti e aperto a tutti, ridefinendo anche i criteri di assegnazione dei posti, aumentandone il numero senza cambiarne la natura.
Spazi di partecipazione e presa di parola che facciano incontrare educatrici, educatori, insegnanti e genitori in un disegno comune, per ribaltare l'idea che il servizio pubblico debba essere, come nel Documento unico di programmazione pubblicato da Roma Capitale, un'opportunià di risparmiare attraverso la concessione di strutture pubbliche ai privati.
Stiamo organizzando momenti di approfondimento e intendiamo incidere sulla scrittura del nuovo bando nidi. Informati, partecipa, attivati!
Per info, scrivere a :2015geronima@gmail.com o visita  Geronima su Facebook

giovedì 7 gennaio 2016

Comunicato del 7.01.2016



Roma 7 Gennaio 2016
La befana vien di notte...
Ancora una volta,
ci troviamo a dover prendere atto della totale assenza di discernimento di quanti hanno il potere di compiere scelte tanto rilevanti nel settore educativo della città di Roma. Scelte politiche che immancabilmente riescono solo a peggiorare la situazione che viviamo, in un meccanismo perverso di involuzione che non sembra mai avere fine.
Negli ultimi due anni al governo della città di Roma l'avvicendarsi dei partiti e delle cariche ha sancito un metodo estremamente efficace per risolvere i problemi: cambiar loro aspetto.
Così, ogni programmazione dell'amministrazione ordinaria della città negli ultimi quindici anni, è stata fatta seguendo il principio dell'emergenza, trasformando ogni processo organizzativo in un problema da liquidare, utilizzando la scusa del pareggio di bilancio.

Abbiamo vissuto nei nidi comunali di Roma Capitale, un 2015 incentrato su un insensato braccio di ferro che l'amministrazione pubblica ha avviato con il personale dipendente, e, tra questi, le educatrici di ruolo e precarie dei nostri figli e figlie, lotta intestina che hanno pagato i bambini e le famiglie con un servizio erogato a singhiozzo che si è immediatamente riflettuto sulle varie attività educative.
Abbiamo intuito che l'Amministrazione comunale non aveva alcuna intenzione di garantire un servizio educativo pubblico e di qualità, che tenesse insieme i diritti dei bambini, delle famiglie e delle lavoratrici, come suggeriva Loris Malaguzzi; propagandava una idea di “città a misura di bambino” ma perseguiva la logica del risparmio: la demagogia, si sa, prima o poi si infrange contro la realtà.
E così ci ritroviamo, al 4 gennaio 2016, con il Documento unico di programmazione che, in sostanza, dà il via alla privatizzazione del servizio educativo per i bambini e le bambine da 0 a 3 anni.
Nella nota diramata dal Commissario Tronca, e nel DUP, leggiamo che 7 asili di nuova apertura e 8 asili già funzionanti verranno dati in concessione ai privati..

Nel documento poi, si legge: “..Dall’analisi sistemica dei macroindicatori gestionali del servizio, risulta evidente come, soprattutto in alcuni municipi, la rete delle strutture scolastiche a gestione diretta sia ancora sottodimensionata rispetto alla domanda espressa dal territorio...”
Ci chiediamo come sia possibile asserire una cosa simile.

Nessuna analisi sistemica è mai stata svolta, il Comune non conosce nel dettaglio la quantità e la qualità del servizio che viene erogato rispetto a quanto le famiglie realmente necessitano; sono rimaste inascoltate e disattese le nostre richieste all’amministrazione, alla quale in più di un’occasione abbiamo chiesto di istituire un osservatorio, di fare uno studio, un censimento di quelle che sono le reali criticità nelle specifiche realtà territoriali.
Di quali macroindicatori stiamo parlando? Leggere il saldo tra domande evase e liste d’attesa è un’operazione banale per capire che negli asili nido a gestione diretta non ci sono posti per tutti i bambini e le bambine che ne hanno diritto.
E, quindi, la soluzione straordinaria, originale, innovativa che oggi il prefetto Tronca ci impone, tirando fuori dal cilindro idee non nuove alle nostre orecchie, già paventate da amministrazioni di destra e di sinistra:

diminuire il numero delle strutture a gestione diretta del Comune.
Ci chiediamo e chiediamo ai gentili amministratori di questa città:
  • che fine faranno bambine e bambini delle strutture coinvolte? E le loro educatrici?
  • chi gestirà concretamente le strutture e in base a quali criteri?
  • a chi verseranno le rette e quale sarà il costo in capo agli utenti per le 17 strutture coinvolte?
  • che fine fa il progetto educativo, diritto primario di tutti i bambini e le bambine di Roma?  

    Quale progetto per l'educazione di bambine e bambini da 0 a 3 anni?
    Come gruppo, Ge.Ro.Ni.Ma. continua a parlare di “livelli essenziali” del servizio educativo; insieme ad altre realtà a livello nazionale, abbiamo ragionato sulle opportunità da garantire a questi cittadini del futuro collaborando alla stesura di una legge regionale.
    Ci sono centinaia di genitori attivi e attenti a Roma e non solo. Come loro, ci informiamo e ci confrontiamo quotidianamente su rapporti educatrici bambini, su progetti condivisi scuola famiglia, su spazi di conoscenza tramite l’azione, ma tutto il nostro lavoro si scontra con una governance miope che si riempie la bocca di parole come”dispersione scolastica”, “occupazione femminile”, “welfare”, e che poi nella stesura del DUP taglia e cuce voci di spesa travasando soldi da un centro di costo ad un altro.

    Come se “personale” non volesse dire donne che lavorano e non lavoreranno più e “costi di gestione” non volesse dire asili che non ci saranno più, sottraendo alle famiglie altro reddito, tempo ed energie spesi per poter inserire in un percorso educativo e scolastico i bambini.
    Quali costi?
    Per inciso, il Comune spende mediamente 1300 euro a bambino al mese per le strutture a gestione diretta, ne riconosce mediamente 750 alle strutture in convenzione e 600 ai privati in concessione.
    Va da sé che la riduzione di spesa cui si andrebbe incontro affidando il servizio ai privati, comporterebbe necessariamente, per l'affidatario della gestione, una riduzione dei costi fissi: sul personale, sul cibo, sulla sicurezza delle strutture.

    Più nidi in concessione, meno garanzie per i bambini e le bambine
    Vorremmo poi chiarire un punto. Ad oggi ci risultano indietro di numerose mensilità i pagamenti delle quote dovute ai gestori dei nidi privati del sistema integrato, ci domandiamo come sarà possibile che questi vedano ancora aumentati i posti da dover offrire in convenzione comunale, ci risulta chiaro invece che le grandi realtà che gestiscono grosse fette di questo sistema integrato stiano gongolando e sfregandosi le mani.
    Questo , ovviamente, nei macroindicatori non lo hanno letto, e non hanno nemmeno detto che in realtà come Firenze dove simili politiche sono state intraprese da tempo il sistema non funziona ed ha generato un aumento di spesa per l'amministrazione non un risparmio (si consulti L'infanzia non si appalta).
    Ora basta. Siamo stanchi di essere continuamente vessati dalle geniali trovate dell'amministratore di turno. Quello che per loro sembra essere l’intrattenimento di un momento a noi condiziona la vita tutti i giorni e ai nostri figli segna, in maniera irrimediabile, l’approccio alla scuola e all’istruzione.
    Ci sembrano quindi ormai ridicoli i ragionamenti pretestuosi dell'Amministrazione comunale, pericolosi perché riducono ancora di più le esigue risorse. In una fase come quella attuale, i servizi pubblici essenziali andrebbero migliorati,aumentando il personale e garantendo alti livelli di qualità e quantità di servizio pubblico. Questo avrebbe effetti positivi sull'occupazione, femminile e non, e ridarebbe forza e energia a chi si trova in difficoltà.

    Non lo diciamo solo noi...ce lo dice, come voi recitate sempre, l'Europa.
    Dalla conferenza di Barcellona in poi, le istituzioni europee chiedono un incremento dei servizi educativi al 33% per la fascia 0-3..e siamo ben lontani da questi livelli!

    Abbiamo chiesto numerose volte con educazione e rispetto per le istituzioni di essere ricevuti e ascoltati, adesso ci ascolterete per forza. 

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