mercoledì 29 aprile 2015

Flash Mob L'Aquilone Appio Latino

29 Aprile 2015, Roma

Oggi, mercoledì 29 alle ore 8:00 davanti al nido “Aquilone”, Circonvallazione Appia 118, zona Appio-latino, c’è stata la quarta tappa della staffetta di flash mob da parte dei genitori dei Nidi e delle materne di Roma Ge.Ro.Ni.Ma. contro le misure adottate dal Comune.

Dopo le iniziative delle scorse settimane dei nidi a San Gregorio al Celio, Testaccio e San Paolo, i genitori si sono ritrovati ancora per ribadire con determinazione il loro no al modello organizzativo del servizio scolastico adottato in via unilaterale dal Comune di Roma mediante le deliberazioni 236 e 309 del 2014.

Entrato in vigore nel mese di Gennaio 2015, il nuovo modello organizzativo ha aggravato la situazione nei nidi e nelle materne comunali, diventata oggi insostenibile: se la modifica contrattuale dovesse essere confermata definitivamente, ci si potrebbe trovare quotidianamente in situazioni di inaccettabili livelli di sicurezza dovuti all'elevato rapporto bambini/educatrice.
L'atto, infatti, prevede un rapporto medio e non più frontale, inoltre, in base alla logica del risparmio, solo a partire dalla seconda assenza delle educatrici, viene chiamata una supplente.
Il progetto educativo al centro del quale dovrebbe esserci il bambino è penalizzato dall'esigenza di sorvegliare a vista i bambini: nessun lavoro per piccoli gruppi, nessun dialogo tra famiglia ed educatrici all'accoglienza e al congedo.
Tutto questo si aggiunge alle strutture fatiscenti e mai rinnovate, ala carenza di materiale didattico, alla strutturale carenza di posti per un servizio che dovrebbe essere garantito a tutti perché

i bambini non sono numeri!

"Assistere ed educare sono prestazioni differenti, spesso incompatibili, e bisogna imparare a comprenderlo. In fondo è ovvio: una prestazione assistenziale si riduce al vigilare affinché all'assistito non succeda nulla. Fare educazione significa invece fare di tutto perché all'educando succeda qualcosa." (I. Salomone)

Con cartelli e letture (da Rodari a Munari, da Calvino a Dante) i genitori hanno messo in atto una protesta che non si ferma qui, ma continuerà anche nei prossimi giorni in altri nidi comunali di diversi Municipi, per dare voce al disagio che i più piccoli vivono nei servizi educativi di Roma Capitale.

I genitori chiedono al Comune di rivedere con urgenza le misure adottate, che nei pochissimi giorni di applicazione hanno già mostrato tutte le loro debolezze, in particolar modo la sospensione del rapporto certo tra bambini ed educatrici che non evidenzia più il così detto "fuori rapporto" tramite conta.
Chiedono con forza che l'atto unilaterale sia abrogato e che si apra un confronto reale sulla situazione dei nidi e dei servizi educativi di Roma: un confronto libero dalla ideologia dei tagli a tutti i costi e che rimetta al centro l'importanza dei bambini e delle bambine.
Chiedono che il servizio sia reso adeguato alle nuove e molteplici esigenze che bambini e famiglie hanno, nel mutato scenario sociale e lavorativo, ricorrendo a quei cambiamenti necessari a garantire una serena permanenza nei nidi comunali.
Chiedono un controllo più stringente sull'edilizia scolastica.

E' venuto il momento per il Comune di applicare una reale politica di “partecipazione e condivisione” che coinvolga anche i genitori, perché, citando il Pedagogista Loris Malaguzzi, “... tutte le scelte operate sui Servizi Educativi debbono tenere insieme i diritti delle bambine, dei bambini, dei genitori, delle lavoratrici, perché se perde uno perdono tutti e se perdono i bambini e le bambine, perdono tutti di più.” e secondo noi perdiamo il nostro futuro.





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