mercoledì 22 aprile 2015

Flash mob Piccolo Girasole



22/04/2015 Roma

Oggi, mercoledi' 22 aprile alle ore 8:00 davanti al nido “Piccolo girasole” di Via Tullio Levi Civita, zona San Paolo, c’è stata la terza tappa della staffetta di flash mob da parte dei genitori dei Nidi e delle materne di Roma contro le misure adottate dal Comune.
Genitori, bambini e educatrici si sono ritrovati ancora una volta insieme, dopo l’iniziativa della scorsa settimana al nido di “S. Gregorio al Celio” e di lunedi' scorso al nido “I coccetti” a Testaccio, per ribadire con determinazione il loro no al modello organizzativo del servizio adottato in via unilaterale dal Comune di Roma mediante le deliberazioni 236 e 309 del 2014. 

Nei nidi e nelle materne della città di Roma si affrontano problemi di ogni tipo: edilizia fatiscente, carenza di personale, cronica mancanza di posti negli asili nido. Con il nuovo modello oprganizzativo questa situazione si è aggravata ulteriormente: la non sostituzione della prima malattia nel corpo educativo della struttura e il passaggio da rapporto frontale a rapporto medio, hanno portato di fatto alla scomparsa di un rapporto certo tra numero di educatrici e numero di bambini fisicamente presenti.
Ma i bambini non sono numeri!

Con cartelli e interventi i genitori hanno dato voce a una protesta che non si ferma qui, ma continuerà anche nei prossimi giorni in altri nidi comunali di diversi Municipi, per esprimere con forza il disagio che i più piccoli vivono nei servizi educativi di Roma Capitale.
Le istituzioni pensano di disinvestire proprio sul futuro stesso della nostra società, l’educazione dei bambini, e rifiutano di confrontarsi con i genitori per quanto riguarda l’organizzazione e la gestione del servizio educativo.
I genitori chiedono al Comune di rivedere con urgenza le misure adottate, che nei pochissimi giorni di applicazione hanno già mostrato tutte le loro debolezze, in particolar modo la normalizzazione di situazioni di “fuori rapporto” rispetto a quanto stabilito ad oggi dalle norme vigenti, arrivando a limiti inaccettabili di un’ educatrice per 10 bambini in età compresa tra 4 e 36 mesi. Un limite enorme alla realizzazione del progetto educativo che il nido dovrebbe garantire ai nostri piccoli, perché vengono penalizzati quei momenti importanti tra educatrice e bambino nel lavoro per piccoli gruppi e tra educatrice e famiglia nei momenti di accoglienza e congedo.

I genitori chiedono che il Comune attui una reale politica di “partecipazione e condivisione” che coinvolga anche i genitori, perché, citando il Pedagogista Loris Malaguzzi, “... tutte le scelte operate sui Servizi Educativi debbono tenere insieme i diritti delle bambine, dei bambini, dei genitori, delle lavoratrici, perché se perde uno perdono tutti e se perdono i bambini e le bambine, perdono tutti di più.”

I genitori ci sono.

contatto di riferimento per il nido 
cell: 338 80 25 313 Sara


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