giovedì 16 aprile 2015

Manifesto di GeRoNiMa

MANIFESTO Ge.Ro.Ni.Ma. Genitori Roma Nidi e Materne 2015 
 
Siamo un movimento di genitori di bambini che frequentano nidi e scuole dell'infanzia comunali di Roma.
Ci siamo ritrovati nella necessità di dare una risposta alla confusione generata a seguito dell'emanazione, nel mese di Agosto 2014, dell'atto unilaterale deliberato dalla Giunta Comunale di Roma Capitale, che ha riorganizzato, tra le altre cose, i tempi e le modalità con cui si svolge il lavoro dentro i nidi della nostra città.
L'atto, entrato in vigore nel mese di Gennaio 2015, ha aggravato la situazione nei nidi e nelle materne comunali, diventata oggi insostenibile.
Alle carenze strutturali del servizio (edilizia fatiscente, carenza di personale, cronica mancanza di posti negli asili nido) si sono aggiunti: la non sostituzione della prima malattia nel corpo educativo della struttura e il grave problema causato dal passaggio da rapporto frontale a rapporto medio, che ha portato di fatto alla scomparsa di un rapporto certo tra numero di educatrici e numero di bambini fisicamente presenti.

MA I BAMBINI NON SONO NUMERI! 

Per questo ci sembra sia urgente rimettere il punto su quale sia l'obiettivo del servizio asilo nido e scuola dell'infanzia, partendo da alcuni principi molto semplici.

La qualità del servizio 

Pensiamo che le bambine e i bambini debbano restare al centro di ogni progetto educativo.
Hanno diritto ad essere accuditi ed accompagnati nella loro crescita, fisica, intellettuale ed emotiva, e per questo è necessario che ci sia un adeguato rapporto numerico tra educatrici e bambini e che questo sia garantito in tutte le fasce orarie del servizio.

Assicurare un'adeguata assistenza ai genitori 

Il mondo del lavoro è cambiato notevolmente dagli anni in cui furono istituiti questi servizi, pensiamo che occorra una maggiore flessibilità per l’accesso al servizio, sia come orario sia come calendario, sempre tenendo conto delle esigenze dei bambini, che dovrebbero poter usufruire del servizio in una maniera costantemente regolata da criteri pedagogici, come un monte ore massimo di permanenza all'interno della struttura per garantire il giusto equilibrio tra scuola e famiglia.
Ci sembra quindi anacronistico che il servizio sia interrotto nel mese di luglio e che durante questo periodo sia offerto - con una modalità criticabile - presso strutture private in convenzione, senza prevedere la continuità del progetto educativo nel rapporto con le educatrici e la familiarità con la struttura ed i compagni.

Favorire l'accesso delle donne al mondo del lavoro 

Non è possibile pensare ad una implementazione dell'occupazione femminile senza un adeguato aumento di posti per i bambini nelle strutture pubbliche e ad una loro rimodulazione organizzativa.
Lo stesso vale per i criteri di accesso al nido, che non dovrebbero essere limitati dallo status lavorativo o occupazionale dei genitori, dando la possibilità a tutti i bambini (figli di genitori occupati o meno), di poter accedere al servizio.

La sicurezza nelle strutture 

La qualità del servizio educativo deve essere accompagnata da adeguati standard di sicurezza.
Non è accettabile ospitare bambini in edifici che non rispettino le normative vigenti in materia di igiene  e sicurezza. Non è accettabile che in alcune fasce orarie del servizio si instaurino rapporti numerici tra educatrici  e bambini che non garantiscano l'incolumità di questi ultimi e che potrebbero in caso di necessità pregiudicare l'efficienza di procedure di emergenza.

Rimettere la scuola al centro del villaggio 

Per rimettere la scuola al centro del villaggio è necessario che tutto il villaggio si stringa attorno ai bambini.
Per questo è fondamentale un'interlocuzione continua tra i vari soggetti che ruotano attorno alla figura centrale del bambino/della bambina.
Citando il Pedagogista Loris Malaguzzi: “… tutte le scelte operate sui Servizi Educativi debbono tenere insieme i diritti delle bambine, dei bambini, dei genitori, delle lavoratrici, perché se perde uno perdono tutti e se perdono i bambini e le bambine, perdono tutti di più.”

Perdiamo il nostro futuro

Per questi motivi noi genitori abbiamo iniziato a fare la nostra parte, attivando processi di partecipazione attiva in tutti i Municipi di Roma, facendo informazione, confrontandoci con diverse realtà e studiando le problematiche in cerca di soluzioni sostenibili e condivise.
Ci auguriamo di trovare il più ampio consenso lungo il nostro percorso che ha come meta:

LA COSTRUZIONE DI UNA CITTÀ VERAMENTE A MISURA DI BAMBINO


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